Energia: il sole per alimentare le piccole isole
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Mercoledì, 23 Agosto, 2017
Venti isole del Mediterraneo guardano al fotovoltaico per il futuro
L’energia del sole per garantire il fabbisogno energetico delle comunità

Se una volta l’unica strada per assicurare l’autonomia energetica delle collettività era il petrolio – con tutto quello che questo comporta, ovvero costruzione di impianti petroliferi e importazione di barili di petrolio – ora  potrebbe farsi concreta una valida alternativa per 20 piccole isole italiane disperse nel Mediterraneo.

 

Lo scorso febbraio, il ministero dello Sviluppo economico ha presentato un progetto per sperimentare in 20 isole italiane soluzioni energetiche green e sostenibili, sia a livello ambientale che economico. L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha dapprima effettuato un’analisi su 12 isole non collegate alla rete nazionale: Lampedusa, Linosa, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Lipari, Ponza, Giglio, Capri e Isole Tremiti (San Domino), elaborando per ciascuna di essa i fabbisogni energetici per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria. In queste località, il passaggio successivo sarà l’installazione di tecnologie basate sull’integrazione delle fonti rinnovabili con sistemi per la climatizzazione degli edifici.

 

Un importante passo in avanti nel campo delle energie rinnovabili, nella prospettiva di abbattere le emissioni di gas serra, producendo energia elettrica e calore ad “emissione zero”, senza inquinare minimamente l’ambiente. Un’energia infinita che consentirebbe alle isole coinvolte nel progetto pilota – prime fra tutte – di liberarsi dalla dipendenza dall’oro nero.

 

Uniti nel raggiungere l’obiettivo delle energie rinnovabili non sono solo le comunità del Mediterraneo ma anche alcuni operatori logistici, specialmente il Gruppo Deutsche Post DHL, impegnato dal 2008 ad abbattere i livelli di CO2 nell’aria con il programma dedicato GoGreen. Dopo aver raggiunto il precedente target ambientale (migliorare del 30% l’indice di efficienza legato alle emissioni di CO2 rispetto al 2007)  quattro anni prima del previsto, il Gruppo ridurrà a zero tutte le emissioni legate alla propria filiera logistica entro il 2050. 

 
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